giovedì 17 settembre 2026
Lenna stories
Consigli di viaggio, foto con una storia e pezzi della mia vita Viaggiare a basso costo
Foto ·

Il Museo dell'Aviazione Polacca a Cracovia e l'ultimo giorno della nostra avventura

Abbiamo trascorso l'ultimo giorno a Cracovia al Museo dell'Aviazione Polacca, dove proprio quel martedì l'ingresso era gratuito. E poi finalmente abbiamo potuto ritirare l'auto riparata.

Il Museo dell'Aviazione Polacca a Cracovia e l'ultimo giorno della nostra avventura

Il nostro soggiorno a Cracovia si è alla fine allungato molto più di quanto avessimo previsto in origine. Quando abbiamo scoperto che la nostra auto non sarebbe stata pronta, era chiaro che dovevamo trovare un alloggio per un’altra notte. Nel nostro hotel, infatti, non c’era già più posto. Ci aspettava quindi un altro trasloco. Questa volta, però, abbiamo scelto un hotel più vicino al centro storico e al castello del Wawel. Per fortuna ci hanno permesso di fare il check-in prima dell’orario ufficiale, quindi non abbiamo dovuto aspettare per ore da qualche parte con i bagagli.

Il Museo dell’Aviazione Polacca

Era martedì, e abbiamo scoperto che proprio quel giorno il Museo dell’Aviazione Polacca a Cracovia aveva l’ingresso gratuito. Perché dunque non approfittarne?

Il museo si trova in un luogo interessante, proprio nell’area dell’ex aeroporto di Rakowice-Czyżyny. Questo aeroporto nacque già prima della prima guerra mondiale ed è tra gli aeroporti permanenti più antichi d’Europa. Nel 1963 fu chiuso, ma ancora oggi vi sono rimaste alcune parti originali dell’area e hangar storici.

Oggi l’intera area copre circa 34 ettari, di cui circa 11 ettari sono spazio espositivo. La collezione comprende oltre 250 tra aerei, elicotteri e alianti, più di 140 motori aeronautici e ancora migliaia di altri oggetti legati alla storia dell’aviazione.

Il museo si trova più lontano dal centro storico di Cracovia. Dista circa 6,5 chilometri dalla piazza principale, Rynek Główny, e dal nostro hotel vicino al Wawel era ancora un po’ più lontano. Per questo motivo, questa volta non ci siamo inventati percorsi complicati e abbiamo semplicemente prenotato di nuovo un Bolt. Già appena arrivati al museo, però, ci è stato chiaro che non si trattava di un museo da visitare in mezz’ora. È davvero enorme. E l’ingresso era davvero gratuito.

Sinceramente non sono affatto un’esperta di aerei. Non me ne intendo di motori, di dati tecnici né di cosa sappia fare esattamente ciascun mezzo. Ma gli aerei mi affascinano in qualche modo fin dall’infanzia. Il che, in effetti, è piuttosto buffo, considerando che non ho mai volato in vita mia. E qui c’era davvero tanto da guardare. 🛩️

Il museo ha centinaia di pezzi e, oltre agli aerei veri e propri, ci sono anche elicotteri, alianti, motori aeronautici e altri oggetti legati alla storia dell’aviazione. E di certo non si tratta di un solo grande capannone. Le varie esposizioni sono distribuite in diversi edifici e hangar, e molti aerei si trovano anche all’aperto. Così si passa via via da una parte all’altra, scoprendo ogni volta qualcosa di diverso.

Abbiamo persino notato un velivolo con la bandiera ceca, e abbiamo visto anche mezzi legati all’aviazione della polizia e molti altri che, naturalmente, non sono riuscita nemmeno a nominare. Ma credo che sia proprio questo a rendere il museo interessante anche per chi non capisce nulla di aerei. Non serve conoscere i nomi dei singoli modelli né sapere che motore hanno. Si guarda semplicemente, chiedendosi come sia possibile che qualcosa del genere riesca a volare. 🙂

Un hangar pieno di motori

Una delle sezioni del museo è dedicata ai motori aeronautici. E ce n’erano davvero tanti. Devo ammettere che è stata probabilmente la parte che mi ha interessato meno. Non perché non fosse interessante, ma perché guardavo un motore dopo l’altro senza avere davvero idea di cosa stessi guardando esattamente. Chi se ne intende di tecnica e di motori, secondo me, potrebbe passarci davvero molto tempo. Io sono tornata volentieri agli aerei veri e propri.

Dalla storia dell’aviazione ai MiG

Del museo mi è piaciuta soprattutto la varietà. Non ci sono solo macchine più moderne. Le singole esposizioni ricordano anche il periodo della prima e della seconda guerra mondiale, lo sviluppo dell’aviazione durante il XX secolo o il periodo della guerra fredda. Così, camminando tra i vari aerei, in un certo senso si viaggia un po’ nella storia, senza dover conoscere tutti i loro nomi né i dati tecnici.

E poi sono arrivati i MiG. Quelli, ovviamente, mi hanno colpita. Probabilmente qui si è un po’ fatto sentire il mio affetto infantile per il film Top Gun, che amavo molto. Anche se ammetto che allora era soprattutto per Tom Cruise. 🙂

Il museo ha addirittura una sezione esterna dedicata ai MiG, dove si possono vedere diversi tipi di questi aerei militari. Ed è stata proprio questa la parte che mi è piaciuta di più.

I grandi hangar

In uno dei grandi hangar c’erano così tanti aerei che quasi non sapevo dove guardare prima. Per alcuni mezzi era possibile anche guardare all’interno o almeno dare un’occhiata alla cabina. Il personale del museo sorvegliava i pezzi esposti e allo stesso tempo cercava di essere utile ai visitatori. E devo dire che proprio la possibilità di vedere alcuni aerei davvero da vicino dava a tutto questo una dimensione completamente diversa. All’improvviso ci si rende molto più conto delle loro dimensioni.

Alla fine abbiamo trascorso ancora diverse ore al museo. E non mi sorprende affatto. Ci sono così tante sezioni e aerei che, se volete visitare il museo con calma, mettete decisamente in conto abbastanza tempo. Per me è stata di sicuro una visita interessante, anche se di aerei non so quasi nulla. ✈️

Di nuovo Bolt

Quando abbiamo deciso di tornare in hotel, abbiamo tirato fuori, ormai come al solito, l’app Bolt. Questa volta, però, non è stato così semplice. Diversi autisti ci hanno rifiutato la corsa, finché alla fine, in qualche modo, è arrivata a prenderci una delle auto migliori, premium, e per giunta al prezzo di un Bolt normale. Così, almeno una volta durante la nostra avventura a Cracovia, abbiamo viaggiato con un po’ di stile. L’autista ci ha riportati in hotel, poi siamo usciti per una passeggiata serale in città, abbiamo cenato e trascorso il resto della giornata riposando. Dopo tutti quei giorni precedenti, ne avevamo davvero bisogno.

Finalmente la nostra auto

Il giorno seguente abbiamo chiamato di nuovo un Bolt, ma questa volta con una destinazione molto più piacevole. Andavamo in officina a ritirare la nostra auto. Era finalmente pronta. Purtroppo a Cracovia ci sono davvero moltissime auto e spesso ci sono ingorghi, così il tragitto è durato circa un’ora. Dopo tutte quelle email, l’attesa, il carro attrezzi, gli spostamenti a Cracovia e i diversi alloggi, avevamo però finalmente di nuovo la nostra auto. E in officina l’avevano persino lavata, così ci aspettava tutta lucida. 🙂

L’unica cosa non così piacevole è stato il prezzo della riparazione. Era piuttosto alto. Ma cosa potevamo farci. L’importante era che l’auto fosse marciante e che potessimo finalmente partire verso casa. C’era però ancora un problema. La crepa nel parabrezza si era piuttosto allargata durante il nostro soggiorno, ed era chiaro che, tornati a casa, sarebbe stato necessario sostituire l’intero parabrezza. E, sinceramente, sapevamo che percorrere diverse centinaia di chilometri fino a casa con un parabrezza del genere non era proprio l’ideale. Dovevamo però in qualche modo arrivare a casa. Per fortuna il viaggio in autostrada è stato tranquillo e ce l’abbiamo fatta senza altri problemi. Mio marito, poi, ha dichiarato che a Cracovia non ci torna più, perché lì abbiamo semplicemente avuto sfortuna. 🙂

Di quante cose ha davvero bisogno una persona?

Ripensando a tutta la nostra avventura a Cracovia, oltre a tutte quelle esperienze, in realtà mi ha mostrato anche qualcos’altro. Ovvero quanto poco serva davvero a una persona. In quel momento avevamo praticamente ciascuno solo uno zaino con delle cose. Un po’ di vestiti di ricambio, che comunque dopo qualche giorno ho dovuto lavare, poche cose essenziali, ed era quasi tutto.

Avevamo bisogno di un posto dove dormire, qualcosa da mangiare e qualcosa da indossare. E in realtà nient’altro. Quando si viaggia, all’improvviso ci si rende conto di quanto poco si abbia davvero bisogno. E forse questo non vale solo in viaggio, ma anche a casa. Quante cose abbiamo in realtà intorno a noi, e di quante di esse abbiamo davvero bisogno? Probabilmente molte meno di quanto pensiamo. 🙂

Tornati a casa, naturalmente abbiamo fatto sostituire anche il parabrezza, e con questo la nostra avventura a Cracovia, così inaspettatamente lunga, si è definitivamente conclusa. E anche se in quei pochi giorni è andato storto davvero parecchio, la cosa importante era che siamo tornati tutti a casa sani e salvi. E alla fine è comunque questa la cosa più importante.

Vi è mai capitato qualcosa di inaspettato durante un viaggio, e cosa è stato? 🙂

Buono a sapersi

Il Museo dell'Aviazione Polacca a Cracovia è gratuito il martedì?

Sì, secondo le regole attuali del museo il martedì è il giorno di ingresso gratuito alle esposizioni permanenti. Prima della visita è comunque sempre bene verificare le condizioni aggiornate.

Cosa si può vedere al Museo dell'Aviazione Polacca?

Ci troverete centinaia di pezzi: aerei, elicotteri, alianti, motori aeronautici o mezzi militari di varie epoche della storia dell'aviazione.

Ci sono anche i MiG nel museo?

Sì. L'esposizione all'aperto include anche una sezione dedicata a diversi tipi di aerei MiG.

Quanto tempo bisogna dedicare alla visita?

Il museo è davvero vasto e le esposizioni si trovano in diversi edifici, hangar e spazi esterni. Se volete visitarlo con calma, io metterei in conto almeno qualche ora.