Come la piovosa Székesfehérvár ci ha conquistato — e perché abbiamo accarezzato il naso di zia Katy 🌧️🙂
Una tappa sulla via del ritorno dalla Croazia: la piovosa Székesfehérvár, la «Città dei Re» ungherese, dove abbiamo accarezzato per portafortuna il naso della leggendaria statua di zia Katy.
Quando la nostra avventura in Croazia è finita, non volevamo fare tutto il lungo tragitto verso casa in un’unica tappa. Abbiamo quindi deciso di passare una notte in Ungheria. Abbiamo prenotato di nuovo un alloggio super economico e accogliente (un appartamento 2+1) in una città storica dal nome scioglilingua — Székesfehérvár. 🇭🇺
E perché proprio lì? Io e mio marito avevamo visto in televisione il programma della TV ceca «In camper attraverso l’Ungheria», e proprio nella terza puntata parlavano di questa città in modo così bello che ci ha subito incuriosito. 🙂
Un viaggio tra gocce di pioggia e autostrade deserte
Quando siamo partiti presto al mattino, il cielo era coperto e non prometteva niente di buono. Da Rijeka a Székesfehérvár ci sono circa 450 chilometri, e naturalmente ha piovuto senza sosta per tutto il tragitto. Per fortuna l’autostrada era praticamente deserta, non circolava quasi nessuno, così il viaggio di cinque ore è trascorso abbastanza tranquillo. 🚗🌧️
Quando siamo finalmente arrivati a Székesfehérvár e ci siamo sistemati, non volevamo perdere tempo. Abbiamo preso gli ombrelli e siamo subito partiti a esplorare la città. Anche se continuava a piovere, non ci ha rovinato affatto l’umore. Forse le foto non sono così luminose e assolate, ma per me hanno comunque un loro fascino particolare. 🙂
I primi passi nella piovosa Székesfehérvár
Una città piena di re, storia e sorprese nascoste
Székesfehérvár è una delle città ungheresi più antiche e ha una storia incredibilmente ricca. Sapevate che nella basilica locale, durante il Medioevo, furono incoronati ben 38 re ungheresi, e che 15 di loro sono addirittura sepolti qui? Per questo viene anche soprannominata la «Città dei Re». 👑
Romkert — le rovine della basilica dove furono incoronati i re ungheresi
Come sempre, siamo andati prima all’ufficio informazioni turistiche per trarre ispirazione e comprare qualche souvenir. Il più delle volte compriamo una calamita da frigo o una cartolina. La città di Székesfehérvár è letteralmente intessuta di piccole curiosità e opere d’arte che una persona disattenta potrebbe anche non notare.
Una passeggiata nel centro piena di piccole sorprese artistiche
Per esempio, in una delle viuzze, proprio sopra le nostre teste, un giullare di bronzo si teneva in equilibrio su una fune. Abbiamo anche aspettato un po’ vicino a un piccolo ma splendidamente decorato orologio astronomico (Órajáték), finché le sue figure meccaniche di re e leggende ungheresi non si sono messe in movimento. Ed è stato magico! 🙂
Il giullare di bronzo sopra la strada e l'orologio astronomico con i re ungheresi
La sfera di pietra e il tempo fiorito
Al centro di una delle piazze ha attirato la nostra attenzione un’enorme sfera di pietra rossa circondata da leoni – l’Országalma, ossia il Pomo del Regno. È un simbolo del potere reale. Reca iscrizioni che ricordano i diritti storici della città.
Poco più avanti, nel parco, ci ha colpito l’orologio dei fiori (Virágóra). Immaginate un orologio enorme e perfettamente funzionante, il cui quadrante è interamente composto da centinaia di splendidi fiori colorati. Ogni primavera i giardinieri lo ripiantano con centinaia di nuovi fiori secondo un progetto speciale. Anche sotto la pioggia era una meraviglia incredibile, e la prova di quanta cura mettano qui nei dettagli. 🌸⏰
La piazza principale e il parco con l'orologio dei fiori
Un naso portafortuna e la leggendaria zia Katy
Durante le nostre passeggiate nel centro piovoso, ovviamente non potevamo perderci una delle statue più famose della città – zia Katy (Kati néni). È una statua in bronzo di una vecchia venditrice del mercato che spinge il suo carretto pieno di pentole di terracotta. Zia Katy è un simbolo dei mercati tradizionali locali, e la gente del posto crede che accarezzarle il naso di bronzo porti tantissima fortuna. Quindi ovviamente non abbiamo esitato e le abbiamo accarezzato per bene il nasino. Speriamo che questa fortuna da viaggio duri il più a lungo possibile. 🙂🍀
Zia Katy — accarezzarle il naso, si dice, porti fortuna
Dopo una lunga passeggiata piena di storia e foto, abbiamo pranzato benissimo in una specie di mensa chiamata Provence önkiszolgáló étterem. Su Google questo ristorante ha un ottimo punteggio di 4,6, e in effetti il cibo era davvero molto buono e a un prezzo ragionevole. 🍲
Nonostante il maltempo, Székesfehérvár ci ha sorpreso in modo incredibilmente piacevole non solo con i suoi edifici maestosi e i bei dettagli, ma anche con le sue stradine pittoresche. Se doveste passare da quelle parti, fermatevi assolutamente qui.
Il giorno dopo ci aspettava già il viaggio verso casa, ma anche durante quello siamo riusciti a vedere un posto incredibile. E dov’era? Ve lo svelerò nel prossimo articolo, ma troverete un indizio proprio in quella terza puntata del programma «In camper attraverso l’Ungheria». 🙂